Chi siamo

Un movimento,
non un partito.

Solidali è la convocazione civile di donne e uomini liberi, nata in Sicilia per restituire serietà alla parola politica e dignità all'azione pubblica.

L'inizio necessario

La Carta di Castelbuono

Solidali nasce a Castelbuono il 21 febbraio 2026, da un incontro che ha riunito amministratori locali, intellettuali, imprenditori, lavoratori, giovani e cittadini provenienti da esperienze diverse.

Non un'adunata effimera, non una protesta occasionale: il riconoscimento, raro e prezioso, dentro una stessa evidenza. La Sicilia non può essere consegnata ancora alla mediocrità organizzata, all'interesse privato travestito da governo, all'incompetenza elevata a sistema.

Da quell'incontro è nato il Movimento. Una convocazione civile rivolta a tutte le persone di buona volontà che avvertono come intollerabile la degradazione della politica e come urgente la ricostruzione di un legame fra istituzioni e società.

Il movimento si riconosce in una ispirazione progressista e popolare, aperta, rigorosa, radicata in una tradizione che non divide ma chiama, non pretende privilegi ma chiede responsabilità, non innalza confini ma cerca l'incontro tra le persone e tra le storie.

La Sicilia ha bisogno non di nuovi padroni, ma di nuovi servitori della cosa comune; non di fedeltà personali, ma di coscienze libere; non di sudditi, ma di cittadini; non di solitudini impaurite, ma di comunità vigili, solidali, partecipi.

— Carta di Castelbuono · Preludio
I nostri principi

Su cosa fondiamo l'impegno

La Carta di Castelbuono riconosce dei principi fondamentali. Sono il criterio con cui giudichiamo ogni proposta, ogni candidatura, ogni decisione.

I

Il tempo della partenza e il dovere del ritorno

Guardiamo negli occhi la crisi della politica siciliana: incompetenza, cinismo, clientele, collusioni, abbassamento del costume pubblico, fuga dei migliori, assuefazione collettiva. Si può cambiare rotta e si deve.

II

La Sicilia non è una terra minore

Rifiuto di ogni narrazione vittimistica o folklorica: la Sicilia come luogo centrale del Mediterraneo, civiltà complessa, laboratorio storico, regione capace di universalità.

III

La persona prima del potere

Dignità della persona, inviolabilità della coscienza, primato dell'essere umano su apparati, interessi, clientele, propaganda, a prescindere da razza, genere, religione e adesione politica.

IV

Il bene comune contro i privilegi

Il bene comune non come formula astratta, ma come criterio di governo: beni pubblici, diritti, servizi, accesso, giustizia territoriale, lotta alle concentrazioni di privilegio.

V

La libertà che si organizza: partecipazione, corpi intermedi, responsabilità

La democrazia come esercizio quotidiano; ruolo dei comuni, dell'associazionismo, delle professioni, delle imprese sane, del volontariato, della scuola, delle comunità civiche e religiose.

VI

Verità sulla mafia, verità sul potere

La mafia non come fatalità etnica né semplice criminalità, ma come sistema politico-economico che si alimenta di paura, dipendenza, povertà istituzionale e complicità.

VII

Educare alla libertà

Scuola, formazione, coscienza critica, cultura, informazione: nessuna rigenerazione politica senza rigenerazione educativa.

VIII

Il lavoro come forma della dignità

Il lavoro non è favore, scambio elettorale o concessione. È fondamento di cittadinanza, autonomia, dignità personale e giustizia sociale.

IX

Custodire e trasformare: territori, comunità, istituzioni

Il territorio non come bene da consumare, ma come patto fra generazioni. Difesa dei paesi interni, delle città fragili, dei paesaggi, della legalità amministrativa, della qualità istituzionale.

X

Una politica della misura e dell'esempio

Sobrietà, competenza, trasparenza, rifiuto del leaderismo vuoto, rifiuto della violenza verbale, rigore nella selezione delle classi dirigenti, coerenza tra mezzi e fini.

XI

I liberi e i giusti

Un Movimento come luogo della partecipazione: non una tribù, non un recinto, ma una convocazione civile rivolta a donne e uomini di buona volontà.

XII

Patto per una nuova presenza pubblica

Che cosa promettiamo a noi stessi prima ancora che agli elettori è l'impegno a cui non vogliamo derogare, a qualunque costo: a nessuno si offrono garanzie, a tutti chiediamo serietà.

Come siamo organizzati

Gli organi del movimento

Solidali si dà una struttura democratica leggibile, definita dallo Statuto. Le cariche durano quattro anni e sono rinnovabili.

Assemblea degli Iscritti

Organo generale deliberativo. Determina gli indirizzi, elegge il Comitato Direttivo, approva il rendiconto e le modifiche statutarie.

Comitato Direttivo

Componenti eletti dall'Assemblea. Indirizzo politico, organizzativo e amministrativo. Delibera regolamenti, candidature e linee elettorali.

Presidente

Rappresentanza legale e politica del Movimento. Convoca e presiede Assemblea e Comitato Direttivo, sovrintende alla vita del Movimento.

Coordinatore

Coordina l'attività politica, organizzativa e territoriale. Cura l'esecuzione delle deliberazioni e il raccordo con le articolazioni territoriali.

Segretario

Redige verbali e custodisce gli atti. Tiene l'elenco degli iscritti e sovrintende alle comunicazioni interne e agli adempimenti formali.

Tesoriere

Gestione economica e contabile. Predispone il rendiconto annuale, riscuote quote e contributi, cura gli adempimenti fiscali.

Il nostro simbolo

Tre mani, un mare, una luce

Il nome del Movimento esprime la matrice alla base dell'impegno sociale che lo contraddistingue. La solidarietà implica una sentita partecipazione ai bisogni e alle istanze della popolazione, la coscienza di sentirsi parte della comunità, l'attivarsi per iniziative di sostegno morale e materiale, di altruismo e umanità.

La parola SOLIDALI, in bianco su un campo chiaro nei toni del sole, rappresenta la trasparenza, la correttezza e l'equilibrio. È circondata da tre mani stilizzate in arancione, rosso e verde che richiamano la matrice simbolica siciliana della Triscele e i concetti di abbraccio, accoglienza, inclusione e diritti, ma anche il ciclo della vita e il riciclo ecologista. In basso, le onde del mare stilizzate ricordano lo stretto legame della Sicilia con il suo mare, tessuto connettivo della nostra storia e polmone biologico del pianeta. Ogni colore porta con sé un significato.

Arancione
Il colore dell'attività, dell'ottimismo e del fare senza rassegnazione.
Rosso
La passione e l'energia di voler cambiare le cose, ma anche l'identità, il coraggio e le radici.
Verde
La speranza che il popolo siciliano non ha mai perso e l'impegno per l'ambiente, per la rigogliosa natura che contraddistingue il suo territorio, ricco e variegato.
Blu (le onde)
Apertura e condivisione, il coraggio di superare le barriere: il blu del mare come palcoscenico degli equilibri mondiali.
Giallo (lo sfondo)
Le sfumature del giallo caldo: la luce, il sole, l'azione, l'ottimismo e l'energia che non si arrenderanno mai.

Ideazione del nome, del simbolo e dello storytelling: Ugo Flandina e Valentina Gebbia.

Documento fondativo

Leggi la Carta di Castelbuono

La Carta di Castelbuono in dodici capitoli. Dall'allontanamento al ritorno, dalla persona al bene comune, dal lavoro alla pace nel Mediterraneo. La nostra idea della Sicilia.

Scarica la Carta di Castelbuono (PDF)

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